Secondo alcune ricostruzioni, la trattativa dello Stato italiano con Cosa Nostra è stata una negoziazione svolta a più riprese tra politici e mafiosi durante le stragi del 1992-1993 con l’intento di porvi fine in cambio di favori concessi a Cosa Nostra da parte delle istituzioni. Ma è più probabile che essa fosse anche e soprattutto volta a nascondere e proteggere gli interessi economici di politici e imprenditori negli affari della mafia.
La trattativa sarebbe iniziata dopo l’omicidio di Salvo Lima, referente democristiano di Cosa nostra, assassinato dalla stessa organizzazione per non aver potuto o voluto difendere gli interessi dei mafiosi nel corso del maxiprocesso istruito dal pool antimafia di Palermo guidato dal giudice Giovanni Falcone – il processo si era concluso il 30 gennaio 1992 con la condanna definitiva di centinaia di mafiosi.
In seguito alle testimonianze raccolte da numerosi collaboratori di giustizia, fu istruito un processo sulla trattativa stessa, la cui esistenza fu confermata dalla sentenza di primo grado del 2018 che condannava, oltre agli esponenti mafiosi, anche quelli istituzionali che ne avevano preso parte. Nel 2021, la Corte d’Appello di Palermo assolse però gli esponenti istituzionali dalle accuse, condannando solamente i mafiosi. La sentenza di appello è stata poi confermata dalla Corte di Cassazione nel 2023, che ha così sancito l’esistenza della prima trattativa al mondo con un solo interlocutore.

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Verbale Udienza Massimo Ciancimino 11719-2012