Il 2 aprile 2014 esplodeva a Lecco un’inchiesta destinata a lasciare un segno profondo nella storia giudiziaria e politica della Lombardia: l’operazione “Metastasi”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Un nome emblematico, scelto per descrivere la diffusione silenziosa e capillare della ‘ndrangheta nel tessuto economico, politico e amministrativo del territorio lecchese.
A condurre le indagini furono il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e i pubblici ministeri Claudio Gittardi e Bruna Albertini, con il supporto operativo del GICO della Guardia di Finanza di Milano. L’indagine, iniziata nel 2009, sfociò cinque anni dopo in dieci arresti: tra questi Mario Trovato, fratello del boss ergastolano Franco Coco Trovato, figura storica della “Locale” di Lecco, e due politici del Partito Democratico, Ernesto Palermo (consigliere comunale di Lecco) e Marco Rusconi (allora sindaco di Valmadrera).
Il cuore dell’inchiesta: politica, affari e ‘ndrangheta
Le accuse, a vario titolo, erano pesantissime: associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione e turbativa d’asta.
Secondo la ricostruzione della magistratura, la “Locale” di Lecco, guidata da Mario Trovato, si avvaleva della mediazione politica di Ernesto Palermo per entrare in contatto con ambienti amministrativi e imprenditoriali, condizionando appalti e concessioni pubbliche.
L’episodio più emblematico fu quello del Lido di Parè, un’area balneare sul lago di Valmadrera. Qui, la società Lido di Parè Srl, formalmente gestita da imprenditori locali ma ritenuta dagli inquirenti riconducibile a Trovato, avrebbe ottenuto un vantaggio illecito nell’aggiudicazione della concessione comunale, grazie all’intervento del sindaco Rusconi e alla mediazione di Palermo.
L’indagine mise in luce anche rapporti informali con l’amministrazione comunale di Lecco, guidata dal sindaco Virginio Brivio, il cui ruolo non ebbe rilievi penali ma fu giudicato “allarmante” dagli inquirenti per la leggerezza dei contatti avuti con soggetti legati alla criminalità organizzata.
Gli spari all’Old Wild West: il segnale del potere
Un altro episodio chiave che contribuì a delineare la pericolosità del gruppo fu la sparatoria del gennaio 2012 contro le vetrine del ristorante Old Wild West all’interno del centro commerciale PalaTaurus di Lecco.
Undici colpi d’arma da fuoco come messaggio intimidatorio, volto a imporre il controllo del territorio e a ottenere locali per l’apertura di sale giochi.
Un gesto che, scrissero gli inquirenti, rappresentava “ulteriore conferma della determinazione del sodalizio criminale sul piano estorsivo”.
Il processo e le condanne
Il processo “Metastasi” prese il via nel settembre 2015 con 17 imputati tra affiliati, imprenditori e politici.
Nel corso degli anni, il dibattimento si è articolato tra riti ordinari e abbreviati, portando a una serie di condanne significative.
Nel 2018 la Cassazione ha confermato gran parte delle pene inflitte in Appello:
Mario Trovato: 15 anni e mezzo di carcere;
Antonello Redaelli: 10 anni;
Massimo Nasatti: 9 anni e 9 mesi;
Antonino Romeo: 10 anni;
Saverio Lilliu: 2 anni;
Marco Rusconi, ex sindaco di Valmadrera: 2 anni per turbativa d’asta (pena sospesa e senza menzione);
Ernesto Palermo, condannato con rito abbreviato, vide la pena definitiva fissata nel 2019 a 10 anni e 4 mesi per associazione mafiosa.
Molti altri imputati furono assolti o condannati per reati minori.
Mario Trovato è morto prima di terminare di scontare la pena, mentre il fratello Franco resta detenuto in regime di carcere duro.
Le reazioni e l’impatto sul territorio
L’inchiesta “Metastasi” provocò un vero terremoto politico e civile. L’arresto di un sindaco e di un consigliere comunale in carica gettò nello sconcerto la comunità lecchese.
A dieci anni di distanza, l’operazione “Metastasi” resta una pagina dolorosa ma necessaria nella storia recente di Lecco. Ha spezzato il velo di silenzio sull’influenza della criminalità organizzata nella ricca e apparentemente immune Lombardia, mostrando quanto la ‘ndrangheta fosse ormai radicata anche nel Nord produttivo, capace di stringere alleanze con la politica e l’imprenditoria locale. Una ferita che continua a ricordare quanto sia fragile il confine tra la legalità formale e la complicità morale, e quanto la vigilanza civile e giornalistica resti oggi l’unico vero antidoto contro il ritorno dell’ombra mafiosa.

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Op Metastasi Ordinanza Misure Coercitive Milano GIP 31 03 2014 Rgnr 35313-2009