L’operazione “Barbanera” è stata una vasta indagine condotta dalla Guardia di Finanza italiana, resa pubblica nel febbraio 2019, che ha portato alla luce un complesso traffico di migranti, contrabbando di tabacchi e droga tra la Tunisia e la Sicilia. Gli investigatori hanno scoperto che i trafficanti utilizzavano gommoni e motopesca, spesso dotati di potenti motori fuoribordo, per trasportare gruppi di circa quindici migranti irregolari e quantità significative di tabacchi di contrabbando, pesanti anche alcuni quintali, dalla Tunisia a Lampedusa. Ogni migrante pagava fino a 3.000 euro per la traversata.
L’indagine ha evidenziato come l’organizzazione, guidata dal tunisino Moncer Fadhel, noto anche come “Giovanni” o “Boulaya”, avesse solide basi operative sia in Italia (a Mazara del Vallo, Marsala, Palermo, Lampedusa) che in Tunisia (Chebba). L’organizzazione aveva affinato tecniche per eludere i controlli delle forze dell’ordine, con sbarchi su tratti di costa prestabiliti e una rapida dispersione dei migranti sul territorio italiano. Inoltre, garantiva ai migranti contratti di lavoro fittizi, spesso stagionali, per facilitare la loro permanenza in Italia.
L’operazione, scattata nel gennaio 2019, ha portato all’arresto di quattordici persone e al sequestro di beni per un valore di oltre tre milioni di euro, tra cui aziende, immobili, automezzi e pescherecci. Durante l’indagine sono emerse anche attività di falsificazione di documenti e corruzione, con Moncer che ammetteva di aver pagato tangenti ai funzionari locali della polizia tunisina per facilitare le operazioni dell’organizzazione.
Il traffico non si limitava solo ai migranti e ai tabacchi, ma comprendeva anche sostanze stupefacenti. Un affiliato è stato arrestato con 30 chilogrammi di hashish, mentre due persone sono state trovate in possesso di oltre 360 chilogrammi di tabacchi di contrabbando nei mercati rionali palermitani.
Nel processo scaturito dall’operazione, la procura di Trapani ha richiesto complessivamente 31 anni di carcere per quattro imputati principali. Le pene richieste includevano 15 anni per Moncer Fadhel, 9 anni per Nabil Zouaoui, 4 anni per Salvatore Spalma e 3 anni e 6 mesi per Filippo Solina. Le arringhe dei difensori sono state completate a luglio 2020, con la sentenza attesa poco dopo.
Inoltre, alcuni degli stranieri coinvolti nell’organizzazione dei “viaggi fantasma” sono stati bloccati al porto di Palermo con 30.000 euro in contanti, pronti per partire per la Tunisia. L’organizzazione criminale riusciva a eludere i controlli della polizia grazie all’aiuto di complici che indirizzavano gli sbarchi su tratti di costa prestabiliti e garantivano una rapida dispersione sul territorio. L’operazione ha anche portato alla luce il coinvolgimento di alcuni funzionari locali della polizia tunisina, corrotti per facilitare il traffico.
Questa operazione ha rappresentato un duro colpo per il traffico di migranti, contrabbando di tabacchi e droga tra la Tunisia e la Sicilia, evidenziando l’ampia portata e la sofisticazione delle attività criminali transnazionali che sfruttano la vicinanza geografica tra i due paesi.

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