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Operazione Acero-Krupy

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Nel settembre 2015 l’operazione Acero-Krupy della Procura nazionale antimafia rivelava la gestione ad Amsterdam di un import-export internazionale di floricoltura da parte di affiliati alle ‘ndrine Macrì, Coluccio e capeggiato dai fratelli Vincenzo e Rocco Crupi, legati al potente clan Commisso di Siderno, con ramificazioni anche in Canada. Per le ‘ndrine la floricoltura era diventata un’occasione estremamente remunerativa, perché gli permetteva di inserirsi nel mercato dei fiori olandese, uno dei principali al mondo, nonché di utilizzare la rete logistica usata nel commercio per far viaggiare fiumi di cocaina dall’Olanda al resto d’Europa.

In particolare, Vincenzo Crupi, sposato con Concetta Macrì (figlia di Antonio, storico boss ‘ndranghetista di Siderno ucciso nel 1975 nella prima guerra di ‘Ndrangheta) e suo fratello, Vincenzo Macrì (arrestato nel giugno 2017 dopo un anno e mezzo di latitanza in Venezuela), si prodigavano per dirigere grosse partite di cocaina dal Sud America ai porti del Nord Europa (vedi Rotterdam), prima di dividere la merce in partite più piccole (10 kg. max) che, nascoste nei camion dei fiori, venivano trasportate in Italia per la vendita al dettaglio.

Grazie alla ditta Krupy Srl, con sede legale a Roma e base operativa a Latina, gli ‘ndranghetisti avevano così assunto anche una posizione di assoluto rilievo nel commercio florovivaistico tra Italia e Olanda. Finché non sono scattati i controlli delle autorità che hanno permesso il sequestro – in diversi momenti – di circa 17 chili di cocaina e di 35 tonnellate di cioccolato ‘Lindt’ rubate. Infatti il sodalizio si era occupato anche della ricettazione di 250 chili di cioccolata per un valore complessivo di 7 milioni di euro.

Quando è scattata l’indagine patrimoniale nei confronti dei fratelli Vincenzo e Rocco Crupi, che spesso si avvalevano di società con sede in paesi offshore, le autorità sono riuscite a ricostruire un patrimonio ingente. Oggetto del sequestro preventivo nel 2015 sono state: 13 società operanti nel settore florovivaistico, 36 terreni agricoli, 22 appartamenti, 7 locali commerciali, 21 magazzini, 2 alberghi, uno a Roma e uno ad Arezzo, 33 veicoli, 26 conti corrente bancari e un grande centro sportivo che si trova a Borgo Carso, ex Central Park. Coinvolte anche le province di Arezzo, Caserta, Napoli, Crotone, Padova, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Venezia e Vibo Valentia.

Vincenzo Crupi
Vincenzo Crupi

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