Ugo Triolo, vice pretore onorario di Prizzi, fu ucciso a Corleone il 26 gennaio del 1978 davanti alla porta di casa mentre citofonava alla moglie con nove colpi di P38 sparati verosimilmente da due armi diverse.
Le motivazioni dell’assassinio di Triolo non furono mai provate in tribunale e ad oggi non è stato condannato nessuno per la sua uccisione. Vennero però avanzate diverse ipotesi. Si disse che l’avvocato era proprietario di un vasto appezzamento di terra in contrada «San Calogero», che interessava i mafiosi, ma che lui non voleva assolutamente vendere.
Un pentito rivelò anche di aver sentito qualcuno chiedere a Bernardo Provenzano di eliminare Triolo perché lo aveva ostacolato in alcune vicende collegate a reati edilizi, da lui valutati nella veste di vice pretore.
E’ senz’altro significativo il fatto che i terreni di Triolo avevano ottenuto l’autorizzazione per deviare il percorso dell’acqua irrigua che sarebbe andata ad alimentare la futura diga di Piano Campo, sulla quale avevano messo gli occhi i ‘viddani’ di Corleone.
Il giornalista del Giornale di Sicilia Mario Francese (ucciso da Cosa Nostra un’anno dopo Triolo) scrisse diversi articoli sull’omicidio, facendo notare che i killers non erano stati visti allontanarsi dal luogo del delitto e che la casa di Salvatore Riina, scagnozzo di Luciano Leggio, era poco distante dall’abitazione di Triolo.

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Omicidio Ugo Triolo Riina Archiviazione 4372-2001