L’omicidio Di Roberto Calvi

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Roberto Calvi (Milano, 13 aprile 1920 – Londra, 18 giugno 1982) è stato un banchiere italiano che è diventato famoso per il suo coinvolgimento nel crack del Banco Ambrosiano, una delle principali banche private cattoliche, guidata dallo stesso dal 1975 fino al 1982.

Il crack coinvolse Cosa Nostra, la Camorra, la Banda della Magliana, la loggia massonica P2, parti del sistema politico e il Vaticano, in particolar modo la sua banca, l’Istituto per le Opere di Religione (IOR), all’epoca maggiore azionista del Banco Ambrosiano e guidato dal cardinale americano Paul Marcinkus.

Calvi si era assunto la responsabilità per quanto accaduto ai soldi degli azionisti e correntisti dell’istituto, tra i quali vi era anche Cosa Nostra. Disperato e senza alternative, nell’estate del 1982, Calvi si rivolse al chiacchierato imprenditore sardo Flavio Carboni e all’altrettanto ambiguo Francesco Pazienza per espatriare e sfuggire alle accuse della procura di Milano – che lo aveva brevemente incarcerato in precedenza. Carboni organizzò la fuga di Calvi, che riuscì a raggiungere segretamente l’Inghilterra.

La fuga di Roberto Calvi si concluse a Londra, dove il suo corpo senza vita fu trovato penzolante sotto il ponte dei frati neri a Londra il 18 giugno del 1982. Nonostante la messinscena suggerisse il suicidio, fu immediatamente evidente a tutti che il “banchiere di Dio” fosse stato ucciso…

Blackfriar's Bridge - Il ponte dei frati neri
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