Mafia Capitale

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Mafia Capitale, appellativo adottato dai media per indicare l’operazione “Mondo di Mezzo”, è un termine volto a definire la collusione tra funzionari della pubblica amministrazione di Roma e diverse società e aziende riconducibili a Massimo Carminati, anche detto ‘er Cecato’, affiliato alla vecchia Banda della Magliana, e al faccendiere Salvatore Buzzi.

L’operazione, diretta dal ROS dei Carabinieri, portò il 2 dicembre 2014 all’arresto di 28 indagati tra cui Carminati stesso, Salvatore Buzzi, Riccardo Mancini (ex amministratore delegato di EUR S.p.A.) e Franco Panzironi (ex amministratore delegato di AMA S.p.A.) Tra gli indagati figurò anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, successivamente condannato a 6 anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito.

Tra i reati ipotizzati dalla procura della Repubblica di Roma, guidata dal magistrato Giuseppe Pignatone, vi erano corruzione, estorsione, usura, riciclaggio di denaro e associazione di tipo mafioso nell’ambito di presunte infiltrazioni nel tessuto istituzionale ed imprenditoriale raffigurato dall’assegnazione illecita di appalti e finanziamenti pubblici da parte di Roma Capitale e delle sue aziende municipalizzate. Gli interessi principali del sodalizio criminale si concentravano sulla gestione dei centri di accoglienza per migranti, sulla raccolta differenziata, sulla gestione dei campi nomadi e nel finanziamento di cene e campagne elettorali come quella dell’ex sindaco Gianni Alemanno per le comunali del 2013 e per le europee del 2014, quella del suo successore Ignazio Marino, di Matteo Renzi nel 2014 e di Nicola Zingaretti alle europee del 2004.

Nel giugno 2015 sono stati effettuati altri 44 arresti tra gli uffici amministrativi di comune e regione e in alcune cooperative di Roma e dintorni. Le accuse erano di: associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni e trasferimento fraudolento di valori. Tra gli arrestati: Luca Gramazio (consigliere e capogruppo di PdL nella Regione Lazio), Mirko Coratti (ex presidente PD dell’Assemblea Capitolina), Daniele Ozzimo (assessore comunale alla casa del PD), Pierpaolo Pedetti (consigliere comunale del PD), Massimo Caprari (consigliere e capogruppo in Assemblea Capitolina di Centro Democratico), Andrea Tassone (ex presidente PD del X Municipio di Roma), Guido Magrini (direttore del dipartimento regionale delle politiche sociali), Giordano Tredicine (consigliere comunale di Forza Italia), Stefano Venditti (ex segretario regionale di Legacoop) e Fabio Stefoni (sindaco di Castelnuovo di Porto).

Tuttavia, nel 2020, la Corte suprema di cassazione ha inspiegabilmente escluso il carattere mafioso degli atti criminali, depotenziando notevolmente il lavoro del ROS e allegerendo notevolmente le condanne inflitte agli imputati.

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