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L’omicidio Di Angelo Vassallo

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Dopo quattordici anni di silenzi e indagini difficili, il 7 novembre 2024 segna una svolta significativa nel caso dell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, ucciso con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 ad Acciaroli, una frazione di Pollica, in provincia di Salerno. I Carabinieri del ROS hanno eseguito quattro arresti su richiesta del pubblico ministero Marco Colamonici e del procuratore capo Giuseppe Borrelli della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano (detto “Peppe Odeon”) e Romolo Ridosso, collaboratore di giustizia appartenente al clan camorristico dei Loreto-Ridosso.

Le accuse, con l’aggravante camorristica, gettano luce su uno scenario drammatico di commistione tra criminalità organizzata e pezzi dello Stato, una connivenza che avrebbe avuto il suo epicentro nel porto di Acciaroli. Gli inquirenti hanno ricostruito un presunto traffico di droga gestito dal clan Loreto-Ridosso, a cui avrebbero collaborato membri infedeli delle forze dell’ordine e imprenditori locali. Vassallo, da sempre impegnato nella protezione della sua terra e nella lotta alle attività illecite, avrebbe scoperto queste operazioni criminali e si apprestava a denunciarle alle autorità. Il giorno successivo al suo assassinio, avrebbe infatti dovuto incontrare un ufficiale della compagnia dei carabinieri di Agropoli per discutere di tali informazioni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, per evitare che i traffici fossero scoperti, gli indagati avrebbero scelto di eliminare il sindaco.

La tragica storia di Angelo Vassallo è quella di un uomo che, con passione e coraggio, ha messo la propria vita al servizio della sua comunità. Sindaco di Pollica per tre mandati consecutivi (dal 1995 al 1999, dal 1999 al 2004 e dal 2005 al 2010), Vassallo aveva conquistato l’affetto e il rispetto dei cittadini con politiche incentrate sull’ambiente e la legalità. Nel 2010, si era candidato per un quarto mandato come unico candidato, venendo rieletto con il 100% dei voti validi. Esponente del Partito Democratico, aveva ricoperto anche il ruolo di consigliere provinciale a Salerno e presidente della Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Soprannominato “il sindaco pescatore” per la sua umiltà e il legame profondo con il mare, Vassallo si distingueva per un marcato impegno ambientalista che lo aveva portato a intraprendere progetti per la tutela delle coste e del territorio cilentano.

Uno dei suoi più grandi successi fu quello di promuovere la dieta mediterranea come patrimonio culturale dell’umanità. Nel 2007, Vassallo aveva proposto che questa tradizione venisse riconosciuta dall’UNESCO, un progetto che si concluse con successo il 16 novembre 2010, pochi mesi dopo la sua morte. La delegazione italiana in Kenya dedicò il riconoscimento proprio a lui, un momento che commosse profondamente tutti i delegati presenti. Vassallo si era anche impegnato a mantenere intatti i valori della legalità e della trasparenza, contrastando la cementificazione e la speculazione edilizia. La sua battaglia quotidiana era quella di proteggere il porto di Acciaroli da infiltrazioni criminali, un’opera che, purtroppo, lo portò a entrare nel mirino della camorra.

Il 5 settembre 2010, mentre rientrava a casa, Vassallo fu vittima di un agguato: sette dei nove proiettili calibro 9 esplosi contro di lui andarono a segno, uccidendolo. Da quel giorno, le indagini hanno faticato a giungere a una conclusione certa, seguite da numerosi tentativi di depistaggio, tra cui quello che sarebbe stato orchestrato da Cagnazzo. Quest’ultimo, nei giorni successivi all’omicidio, avrebbe sequestrato immagini di videosorveglianza senza autorizzazione e successivamente indirizzato le indagini verso Bruno Humberto Damiani, un cittadino brasiliano, poi scagionato da ogni accusa.

Aggiornamento del 27 marzo 2026

A distanza di oltre quindici anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, il procedimento giudiziario registra un’importante evoluzione. Il Gup del tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e per l’imprenditore Giuseppe Cipriano, mentre per Romolo Ridosso è stato accolto il rito abbreviato. Rinviato a giudizio anche Giovanni Cafiero, che dovrà però rispondere esclusivamente di reati legati al traffico di stupefacenti e non dell’omicidio.
Parallelamente, il giudice ha scagionato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo dalle accuse di depistaggio che avevano segnato una delle piste più controverse dell’inchiesta. La decisione ridefinisce quindi il quadro processuale, concentrando il dibattimento sulle presunte responsabilità degli altri imputati e segnando una nuova fase nella ricerca della verità sull’uccisione del “sindaco pescatore”.

Colonnello Fabio Cagnazzo
Il Colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo

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