La Testa Del Drago

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Roma, 15 aprile 2025. Poco prima delle 23, in via Prenestina, un’esecuzione brutale scuote la tranquillità della capitale. Gong Xiaoqing, 38 anni, e Zhang Dayong, detto Asheng, 53 anni, vengono freddati con sei colpi di pistola. Nessuna via di fuga, nessuna esitazione da parte del killer solitario. Un’azione premeditata, un regolamento di conti che si inserisce in un’escalation criminale più ampia, con radici profonde nel tessuto invisibile della mafia cinese in Europa.

Asheng non era una vittima qualsiasi. Era considerato l’uomo di fiducia di Zhang Naizhong, noto come “l’uomo nero”, il presunto boss delle triadi in Europa. Il suo nome compare in risalto nell’operazione “China Truck”, un’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che nel 2018 aveva svelato un’organizzazione criminale transnazionale con ramificazioni nella logistica, nel trasporto merci, nell’abbigliamento, nelle estorsioni, nella droga, nella prostituzione e nel gioco d’azzardo. Un impero sommerso che si estendeva tra Italia, Francia, Spagna e Germania. La sua vicinanza al vertice di questo impero era tale che, nel dicembre 2017, Asheng fu incaricato di accogliere una delegazione ufficiale cinese a Roma, per incontrare l’allora premier Paolo Gentiloni e vari ministri, incluso il vicepremier Ma Kai. Un gesto dal significato inequivocabile: la presenza e l’influenza della criminalità cinese erano ormai parte integrante del sistema.

L’Operazione “China Truck” e il Processo Sospeso

L’inchiesta “China Truck”, avviata oltre dieci anni fa e culminata nel 2018 con decine di misure cautelari, aveva portato all’arresto di 33 persone e 21 indagati in stato di libertà, tra cui lo stesso Zhang Naizhong. Le accuse spaziavano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso a reati legati al controllo del traffico merci su strada in tutta Europa, il tutto finanziato da attività illecite come gioco d’azzardo, prostituzione, spaccio di stupefacenti e usura.

Nonostante l’imponente operazione, il maxi-processo “China Truck” ha subito continui rinvii e blocchi. Il Tribunale del riesame e la Cassazione hanno annullato l’accusa di associazione mafiosa nei confronti di Naizhong, sostenendo che non esistevano “gravi indizi” di colpevolezza in tal senso. Il processo ha intanto subito numerosi rinvii a causa di problemi tecnici, come la mancata disponibilità dei 56 faldoni del fascicolo, questioni procedurali, difetti di notifica, richieste di legittimi impedimenti e difficoltà nel tradurre le intercettazioni

Insomma, una peculiare ‘pigrizia’ giudiziaria ha fatto sì che Zhang Naizhong, pur essendo stato inizialmente individuato come il “capo dei capi” – e riverito con inchini da illustri membri della comunità cinese in Italia al matrimonio del figlio all’hotel Hilton di Roma – è oggi un uomo libero. Il testimone, a seguito dei guai giudiziari di Naizhong, è passato formalmente al figlio, Zhang Di. Tuttavia, qualcosa si è incrinato all’interno di questa struttura criminale.

La Faida che Scuote l’Italia e l’Europa

Negli ultimi anni, la comunità cinese in Italia, tradizionalmente caratterizzata da omertà e riservatezza, è stata travolta da una scia di violenza senza precedenti. L’agguato a Zhang Dayong e Gong Xiaoqing a Roma, con i suoi contorni da esecuzione mafiosa, segna un punto di non ritorno, ma è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che indicano una “guerra tra clan” per il controllo di settori chiave come la logistica e il commercio internazionale.

Prato, la Capitale del Distretto Tessile Cinese in Europa, è da mesi al centro di questa escalation criminale. Tra aprile 2024 e marzo 2025, la città toscana è stata teatro di numerose sparatorie e aggressioni:

12 aprile 2024: Sparatoria in via del Purgatorio, un cinese accoltellato dopo essere stato accerchiato.

19 aprile 2024: Un altro cinese ferito da un colpo d’arma da fuoco in un affittacamere abusivo in via del Seminario.

10 aprile 2024: Agguato nel circolo Jdl in via Filzi, un cinese ridotto in fin di vita, due arrestati per tentato omicidio.

6 luglio 2024: Un imprenditore cinese del settore delle grucce viene accoltellato all’addome in un circolo in via Scarlatti, salvato per miracolo. I cinque esecutori sono stati condannati a sette anni e mezzo per tentato omicidio.

15 luglio 2024: Incendio doloso rade al suolo la Shun Da, azienda di logistica in via Nottingham, successivamente riaperta in via dei Confini e colpita nuovamente a febbraio 2025.

15-16 febbraio 2025: Tre pacchi incendiari esplodono in tre aziende di logistica a gestione cinese a Prato, Seano e Campi Bisenzio, con modalità identiche – le aziende sarebbero collegate a Zhang Di, figlio di Zhang Naizhong.

E gli attacchi non si verificano solo in Italia:

28 febbraio 2025: Un incendio distrugge un’azienda nella zona industriale di Madrid, Spagna, anche’essa collegata a una delle ditte di Prato facente capo al figlio di Zhang Naizhong.

11 marzo 2025: Un altro rogo devasta un’azienda di logistica a Parigi, sempre collegata a Zhang Di.

L’ultimo episodio noto, risalente alla notte tra il 25 e 26 marzo 2025, ha visto un imprenditore cinese, Songhua Zhang, 42 anni, sfuggire a un tentato omicidio nel quartiere di Brera a Milano. Due sicari, Jung Yang, 46 anni, e WenPing Han, 47 anni, assoldati a Prato e rintracciati in seguito grazie alle telecamere di videosorveglianza, hanno sparato tre colpi alla nuca dell’uomo, che si è salvato solo perché il proiettile è rimasto bloccato nei tessuti. Il movente, non ancora del tutto chiarito, sembra legato a questioni economiche con un ex collega della vittima, che ha parlato di una “perdita di 300.000 euro”. Anche questo episodio si inserisce nell’erroneamente battezzata “guerra delle grucce”?

L’Intreccio tra Criminalità Organizzata e Istituzioni

Le Triadi hanno sviluppato un sistema sofisticato e opaco per il riciclaggio del denaro, avvalendosi di reti di broker, società fantasma e conti offshore. Un meccanismo che non solo serve i loro affari, ma viene utilizzato anche dalla criminalità italiana, come ‘ndrangheta e camorra, e dai cartelli sudamericani. Questo sistema invisibile ed efficiente ha permesso alla mafia cinese di penetrare profondamente nel tessuto economico e sociale.

La notizia del 13 giugno 2025, che ha rivelato l’indagine per corruzione della sindaca di Prato, Ilaria Bugetti, da parte della procura di Firenze, in un’inchiesta sempre collegata alla criminalità cinese, getta una luce inquietante su quanto il potere delle Triadi si sia ramificato. Il coinvolgimento di imprenditori italiani e uomini delle forze dell’ordine indica anche che qualcosa si è rotto anche ai piani alti. Le Triadi non sono più solo una minaccia criminale isolata, ma parte di un sistema più ampio che fonde economia sommersa con potere politico e istituzioni.

Questa è una guerra tra clan, ma è anche la dimostrazione di un potere che si muove e cresce da anni nelle pieghe dell’Europa. Un potere invisibile, efficiente e sottovalutato. La domanda che emerge da questa ondata di violenza è: chi comanda oggi la mafia cinese in Europa? La risposta, forse, non si trova a Prato o a Roma, ma guardando a Est, alla testa del drago. Se fino a ieri le Triadi agivano nell’ombra, oggi la loro spavalderia suggerisce che forse non hanno più paura. O forse, qualcuno molto in alto ha deciso che è il momento di cambiare le regole del gioco.

Zhang Naizhong
Zhang Naizhong, l’ “uomo nero”.

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