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Edilizia A Milano E Il Clan Dei Barcellonesi

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Il 18 luglio 2024 la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Milano ha arrestato due imprenditori siciliani legati al clan dei “Barcellonesi”. Giovanni Bontempo, 46 anni, e Francesco Scirocco, 59 anni, sono stati fermati in un’operazione coordinata dalla DDA di Milano, guidata dal procuratore Marcello Viola e dall’aggiunto Alessandra Dolci. L’inchiesta ha portato al sequestro di beni e denaro per un valore totale di 5 milioni di euro, suggerendo l’esistenza di un sofisticato sistema di riciclaggio di denaro mafioso attraverso società edilizie con sede a Milano.

Modus Operandi:
Secondo gli inquirenti, Bontempo e Scirocco avevano creato una rete di società edili che, sebbene formalmente intestate a prestanomi, erano in realtà gestite da loro. Questo stratagemma avrebbe permesso loro di aggirare le misure interdittive antimafia e di aggiudicarsi appalti pubblici, inclusi progetti finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Una volta ottenuti gli appalti, spesso in associazione temporanea con altre imprese, i lavori sarebbero poi stati subappaltati a società con sede in Calabria, mantenendo la loro attività lontana dai riflettori.

Storia Criminale:
Bontempo e Scirocco sono nomi noti agli inquirenti. Bontempo, ristoratore di Naso residente a Milano, era stato coinvolto nel 2012 nell’inchiesta “Gotha III” della DDA di Messina, che aveva svelato i legami tra mafia e imprenditoria. Accusato di aver favorito la latitanza di Gaspare Pulizzi, intraneo a Cosa Nostra Palermitana, fu condannato in primo grado ma poi assolto in appello per prescrizione. Scirocco, imprenditore edile di Gioiosa Marea, era stato arrestato nel 2011 nell’operazione “Gotha” con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e, più recentemente, nel 2020, coinvolto in un’inchiesta della DDA di Caltanissetta per bancarotta fraudolenta e reimpiego di beni di provenienza illecita.

Operazioni e Sequestri:
La Infrastrutture M&B, una delle società al centro delle indagini, formalmente intestata alla moglie di Bontempo, secondo gli inquirenti era in realtà gestita da lui e da Scirocco, con un portafoglio di commesse pubbliche del valore di 250 milioni di euro. Le indagini avrebbero rivelato che la società fungeva da schermo per aggirare le misure di prevenzione patrimoniale, permettendo ai due di dirottare gli appalti verso altre realtà controllate occultamente. Gli investigatori della DIA e del GICO della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito sequestri e perquisizioni in diverse regioni italiane, collaborando con i centri DIA di Roma, Catania, Messina, Firenze, Napoli e Catanzaro.

Iter processuale

Sia Giovanni Bontempo che Francesco Scirocco sono stati scarcerati nel mese di agosto 2024 e i beni di Bontempo gli sono stati restituiti, in attesa dell’esito del processo.

Implicazioni e Reazioni:
L’indagine ha messo in luce come Cosa Nostra, attraverso i suoi referenti, abbia cercato di infiltrarsi in importanti appalti pubblici, inclusi quelli finanziati dal PNRR. Un esempio emblematico è il tentativo di aggiudicarsi l’appalto per la riqualificazione di un campo sportivo a Zocca, nell’Appennino. L’amministrazione comunale, avendo notato anomalie nel cantiere, ha deciso di rescindere il contratto prima che lo scandalo scoppiasse. Il sindaco Federico Ropa ha confermato che l’iter di rescissione del contratto è stato completato con successo e che una nuova impresa sarà incaricata di completare l’opera.

Francesco Scirocco
Francesco Scirocco

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