Cosa Nostra ha le sue radici nell’Ottocento in Sicilia. Originariamente, era composta da massari, fattori e gabellotti che gestivano i terreni della nobiltà siciliana. Con il tempo, Cosa Nostra si è evoluta e trasformata, crescendo e adattandosi ai cambiamenti politici e sociali.
Durante il dopoguerra e gli anni ’80, Cosa Nostra ha subito una significativa crescita e trasformazione, soprattutto grazie ai proventi del narcotraffico. Negli anni ’80 e ’90, dopo una guerra che ha mietuto migliaia di vittime tra gli affiliati, l’organizzazione ha cambiato registro, con i capi storici palermitani soppiantati da un’alleanza capeggiata dai corleonesi fedeli a Salvatore Riina. E sono cambiati anche i suoi obiettivi, con l’adozione di una strategia stragista che tanto ricorda quella legata all’eversione di destra dei decenni precedenti.
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia, hanno contribuito significativamente a svelare strutture e trame della vecchia come della nuova Cosa Nostra. Ma prima di poter giungere alla verità sulle collusioni di Cosa Nostra con ambienti politici e imprenditoriali, i due coraggiosi magistrati furono tragicamente uccisi in due attentati dinamitardi nel 1992.
Oggi la storia di “Cosa Nostra” è considerata parte integrante della storia italiana contemporanea e i suoi legami, antichi e moderni, con il potere politico ed economico rimangono uno dei suoi aspetti più controversi e misteriosi.
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