Calogero Mannino

(I PDF degli atti processuali collegati si trovano alla fine dell'articolo)

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Calogero Antonio Mannino, detto Lillo (Asmara, 20 agosto 1939), è un politico italiano di lungo corso. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, si laurea in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell’Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca.

Eletto alla Camera dei Deputati nelle file della Democrazia Cristiana nel 1976, vi rimane fino alla fine della prima Repubblica, nel 1994. Nella sua carriera Mannino ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno.

Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all’UDC di Pierferdinando Casini, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Poi si sfila e fonda il PID (Popolari Italia Domani) assieme a Totò ‘vasa vasa’ Cuffaro, partito che non riesce mai a decollare.

La carriera di Calogero Mannino è macchiata da una serie di vicende giudiziarie nelle quali è coinvolto, uscendone sempre assolto.

Nel 1991, in seguito alle dichiarazioni di Rosario Spatola e Giacoma Filippello, viene accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, ma il procedimento viene trasferito da Trapani a Sciacca, l’ufficio del PM saccheggiato, e il processo archiviato.

Nel 1993 viene coinvolto nella Tangentopoli siciliana in seguito alle dichiarazioni di Filippo Salamone, un imprenditore edile agrigentino all’epoca sotto processo per turbativa d’asta che lo accusava di aver intascato una tangente di 900 milioni di lire, i quali sarebbero serviti per finanziare la segreteria nazionale della Democrazia Cristiana. Rinviato a giudizio nell’ottobre 1994, Mannino venne poi assolto da ogni accusa.

Nel 1994 la procura di Palermo avvia l’ennesima inchiesta nei suoi confronti a seguito delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Giuseppe Croce Benvenuto, Gioacchino Schembri e Leonardo Messina, sempre mafiosi. Anche questa volta la passa liscia; nel 2001 viene assolto perché, nonostante abbia beneficiato dei voti di Cosa Nostra, non era dimostrabile oltre ogni ragionevole dubbio la “volontà di dare il proprio contributo al conseguimento degli scopi dell’associazione”. Il processo va avanti fino al 2011, quando la Corte di Cassazione lo assolve definitivamente perché “Il fatto non sussiste”.

Mannino viene anche indagato nell’ambito del processo sulla Trattativa Stato-Mafia ma viene nuovamente assolto “per non avere commesso il fatto”.

Rosario Spatola
Rosario Spatola

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